interno4

Piazza Suello – 1° classificato

Riqualificazione urbana

Piazza e asse urbano di Suello

YEAR

2021

LOCATION

Suello (LC)

CATEGORY

Concorso

ARCHITECT

Massimiliano Chinello

GROUP OF DESIGN ARCHITECTS

Massimiliano Chinello, Luigi Marcato, Matteo Milani

  • YEAR : 2021
  • LOCATION : Suello (LC)
  • CATEGORY : Concorso
  • ARCHITECT : Massimiliano Chinello
  • VISUALIZATION :
  • GROUP OF DESIGN ARCHITECTS : Massimiliano Chinello, Luigi Marcato, Matteo Milani
  • STRUTTURE :
  • SICUREZZA :

LETTURA URBANISTICO-PAESAGGISTICA DELL’AREA: ANALISI

 

Il progetto della nuova piazza è stato pensato come un unicum col paesaggio. Si è consapevoli che un progetto debba dialogare col contesto a più scale progettuali, partendo da quella territoriale per arrivare a quella di dettaglio architettonico. Da una lettura urbanistico-paesaggistica si evince che l’area di progetto è localizzata su un ambito collinare-montano. Una delle particolarità di Suello è il suo essere circondata da laghi, minori come Pusiano e Annone, e maggiori come quello di Como. L’acqua è l’elemento che, intrinsecamente, connota il luogo. Il progetto vuole partire da questo assunto per dare carattere e centralità all’area di concorso. La via principale, via Roma, conduce all’intersezione con via San Quirico, via Maggiore e via San Biagio. Questo nodo urbano, pur avendo enormi potenzialità attrattive, è sostanzialmente penalizzato da un sistema viabilistico che fraziona le aree pedonali in piccole parti. La scalinata per accedere alla nuova chiesa, lo spazio antistante alla Vecchia Chiesa Parrocchiale e gli spazi di fronte all’oratorio sono chiaramente frammenti distinti, seppur bisognosi di interlocuzione. La prima necessità che si ravvisa è di connettere tali parti in un unicum pedonale.

Il secondo tema di progetto è la viabilità e la sua razionalizzazione. I parcheggi, necessari per le varie e vicine attività “pubbliche” e private devono essere ridefiniti in alcuni punti. Nelle immediate vicinanze della chiesa vi è maggiore necessità di limitare i posteggi per le auto così da favorire l’aggregazione delle persone, dei pedoni. In altre parti si tratta di ridisegnare i posteggi e di ruotarli, laddove possibile, in prossimità della strada.

Terza tematica che risulta importante affrontare riguarda gli spazi verdi. L’intento è di potenziarli al massimo dove maggiore è l’area pedonale e di utilizzare le aiuole per creare uno spazio della strada veicolare ben distinto da quello della sosta. Le aiuole serviranno anche per identificare chiaramente gli accessi alle aree private.

Tema altrettanto fondamentale per il progetto è costituito dalla mobilità pedonale. Tutta via Roma dovrà essere percorribile pedonalmente, in sicurezza. Per far questo si utilizzeranno i marciapiedi esistenti, che verranno connessi mediante rialzi “dolci” della pavimentazione. In corrispondenza agli accessi a edifici pubblici e commerciali privati il progetto immagina di superare completamente le barriere architettoniche. Tali nuovi puntuali interventi si legheranno a un disegno urbano “a raggiera” che dovrà armonizzare le funzioni urbane esistenti.

 

 

IL PROGETTO E I RIFERIMENTI PROGETTUALI: SINTESI

 

Le scelte effettuate mirano a caratterizzare il luogo oggetto di concorso, accentuandone il ruolo di centralità urbana. Il progetto interviene nel paesaggio cittadino senza stravolgerne la configurazione esistente, ma aggiungendo strati, livelli di significato ulteriori, sia in termini materici (con i materiali) che geometrici (con le forme). Uno dei punti focali dell’abitato di Suello è sicuramente il sistema urbano costituito dalle due chiese con i relativi spazi antistanti e lo spazio della canonica. Questo nodo è, attualmente, un luogo fisicamente frammentato, suddiviso dalla viabilità veicolare. È stato proposto un disegno a geometria concentrica che, a partire dal punto focale del sagrato della vecchia chiesa, si estende e riverbera su tutto l’asse urbano considerato. La figurazione proposta fa chiaro riferimento all’acqua, tema assai caro al territorio in oggetto. Infatti se da un lato l’area è vicina ai laghi di Annone, Pusiano, e al più celebre tra tutti, quello di Como, dall’altra l’acqua rappresenta da sempre il simbolo della vita. I cerchi geometrici concentrici proposti, come visibile nella fotografia riportata in tavola 1, raffigurano l’astratta trasposizione di un’immagine: essi sono la propagazione nell’acqua delle onde che si creano qualora si faccia cadere un oggetto in un suo punto. Questo concetto si prefigura e diviene una sorta di atto fondativo che enfatizza una geometria “nascosta”, ma al contempo già presente proprio di fronte alla vecchia chiesa. Infatti il vecchio sagrato, con la sua antistante pavimentazione in cubetti di porfido, ha la forma di una semicirconferenza che simboleggia una centralità. Per dare risalto a questa preesistenza si è deciso di sviluppare una serie di cerchi concentrici, più fitti e leggibili geometricamente in prossimità del centro del borgo, più radi, ma comunque presenti, in corrispondenza dell’allontanamento dal punto focale principale. Il disegno si estende fino a quella che il progetto ridefinisce come porta di accesso al paese, ovvero subito dopo il punto di raccordo tra la Strada Provinciale 639 e via Roma. Per sviluppare questa nuova configurazione paesaggistica si fa uso di tutti i possibili strumenti urbanistici, ovvero: i sistemi di rallentamento veicolare e attraversamento pedonale in sicurezza mediante rialzi di quota localizzati; i parcheggi ai lati di via Roma, integrati e razionalizzati nel disegno d’insieme; l’arredo urbano con le panchine per le sedute; il verde e le aiuole; le rampe per superare i dislivelli; i materiali differenti per la pavimentazione; l’uso di luci a terra; l’utilizzo di totem urbani con funzione sia di lampione (illuminazione artificiale fisica) che di elemento che diffonde oltre alla luce il sapere locale (con informazioni sul luogo e sulla sua storia scritte e incise per sempre in questi elementi verticali).

Il progetto ha considerato come determinante la scelta di raccordare gli spazi antistanti alle due chiese. In particolare è stata rialzata la parte di pavimentazione della strada attualmente più bassa, che collega i due sagrati esistenti. Ciò è stato fatto  sia per saldare gli spazi del nucleo in essere che per regolarizzare la viabilità cittadina creando un punto di massimo rallentamento veicolare. Dallo studio della viabilità locale si può notare che via San Biagio risulta collegare via Roma con la Strada Provinciale 639. In corrispondenza dell’incrocio delle due vie si nota la presenza di una barriera “tipo Madrid” di impedimento al passaggio delle automobili. Si propone di ripristinare l’uso di tale via anche per i veicoli ma solo a senso unico. La scarsità di utenze lungo tale strada lascia presupporre un uso veicolare raro, ma non nullo. Questo ci porta ad affermare che l’apertura di tale via consentirebbe di razionalizzare il sistema viabilistico esistente rafforzando il concetto di unione tra le parti in corrispondenza degli spazi antistanti le due chiese. In questi punti si vorrebbe invece mantenere a doppio senso il tratto di via Roma. Alcuni paletti dissuasori andrebbero a delimitare gli spazi dei pedoni distinguendoli da quelli carrai. In caso di manifestazioni o eventi sarebbe possibile fruire di un’unica grande piazza che colleghi i due lati dell’attuale strada.

Questo punto è stato studiato con attenzione particolare alle preesistenze significative quali sono: la scalinata con i suoi differenti livelli altimetrici, con i gradini prospicenti all’ingresso della chiesa nuova; l’aiuola con un cipresso; l’ingresso al giardino della canonica. Il progetto vuole creare nuove esperienze spaziali mediante l’inserimento di una lunga rampa ad andamento semicircolare in grado di superare il forte dislivello presente tra la quota stradale e il piano di giacenza della chiesa. In questo modo lo spazio acquista tre importanti qualità: carattere perché la forma semicircolare sottolinea il ruolo di spazio attrattivo; funzionalità perché acquista un valore aggiunto legato all’abbattimento delle barriere architettoniche, permettendo a tutti di fruire di tutte le aree presenti; varietà spaziale perché introduce alcuni piani panoramici posti a quote differenti. È interessante notare come le parti tra la nuova rampa e l’attuale muro di recinzione che contorna e divide la piazza dal giardino della canonica non siano zone di risulta, ma sorgano come terrazze panoramiche su cui sostare, dotate di panchine, aiuole verdi e spazi ombreggiati. Il sistema di collegamento consente di legare la quota più bassa sia al sagrato della chiesa nuova che ad una scala esistente. Un sistema di illuminazione, in parte a terra, sottolineerà le nuove geometrie.

Il progetto, nell’ottica della concentricità, vuole creare una tensione crescente che a partire dalle aree più distanti, prossime all’incrocio con la Strada Provinciale 639, aumenti gradualmente e costantemente fino al culmine del borgo, in corrispondenza delle due chiese. Questo è il motivo principale per cui la parte di maggior tensione è stata tutta rialzata rispetto alla strada esistente. Tale scelta consente di creare una connessione protetta tra gli edifici a sud con quelli a nord. Gli spazi antistanti al circolo parrocchiale e all’oratorio maschile sono stati ridisegnati nel duplice intento di eliminare completamente le barriere architettoniche e di dare uno spazio di filtro con aiuole, pur mantenendo uno spazio di parcheggio minimo, oltre al mantenimento dell’accesso carraio e pedonale ai servizi sportivi posti negli spazi retrostanti. Considerazioni analoghe riguardano le aree di ingresso all’ufficio postale e ai relativi servizi commerciali. Allontanandosi dal”centro focale” si è pensato di collegare ed enfatizzare altri punti considerati di interesse per il borgo, ovvero l’asse del municipio e gli spazi a parcheggio, prevalentemente collocati in corrispondenza dell’ingresso al paese dalla strada provinciale. Il ridisegno non vuole stravolgere un sistema urbano sedimentatosi nel tempo, ma cerca di ricucire spazi esistenti. Questa è stata la logica che ci ha condotto a scegliere di ruotare una piccola parte di posti auto, sul lato opposto del municipio, ponendoli paralleli e non più ortogonali alla strada. Questa scelta permette di realizzare attraversamenti in sicurezza e un marciapiede puntuale di collegamento tra i due attraversamenti pedonali di nuova fattura. Particolare attenzione è stata posta, anche qui, al superamento delle barriere architettoniche nell’intento congiunto di aumentare la fruibilità-funzionalità degli spazi esistenti e di creare un disegno d’insieme armonico. La volontà del progetto è di inserire un livello di significato ulteriore rispetto allo stato dei luoghi. Tale processo implica una duplice lettura: da un lato si vuole dare carattere con un disegno a scala paesaggistico-urbanistica e dall’altro si entra nella scelta dei particolari e dei materiali in un’ottica di scala architettonica e di dettaglio. La nostra filosofia cerca costantemente di far interagire queste due scale progettuali solo apparentemente inconciliabili. Si è convinti del fatto che progettare con cura per ottenere risultati soddisfacenti sia sempre l’esito di un passaggio continuo di scala. La logica del lotto, del frazionamento, pur essendo un dato di fatto con cui confrontarsi nella contemporaneità, non deve essere l’unico filo conduttore del progetto. Si è convinti che solo uscendo da questa perversa logica della parcellizzazione si possano ottenere risultati progettuali validi, soprattutto quando si tratti della ridefinizione di spazi pubblici.

 

MATERIALI DI PROGETTO E ARCHITETTURA A “KM 0”: LA SCALA PROGETTUALE DI DETTAGLIO

 

I materiali previsti nel progetto sono quelli esistenti ovvero: porfido, asfalto, calcestruzzo, erba, con l’introduzione della pietra di Moltrasio. È stato scelto questo materiale perché è locale e perché la sua pietra calcarea grigia-nerastra può conferire effetti plastici e cromatici notevoli. Come visibile negli elaborati grafici questo calcare si prevede di usarlo negli elementi di arredo urbano e nei “totem”, oltre che in alcune parti di pavimentazione. È previsto l’uso di questa pietra anche nelle sedute. Si prevede di inserire punti di sosta solo in alcuni tratti urbani, ma in modo diffuso. Le sedute avranno una finitura lucida. Merita attenzione il tema della memoria storica. Per far ciò alcuni massi calcarei verranno appena sbozzati e costituiranno con i sottostanti muri in calcestruzzo armato degli elementi simbolici, quasi delle rovine su cui si fonda il luogo. Questi sono i totem della memoria di Suello. Le parti di pavimentazione in pietra di Moltrasio verranno invece lavorate con un trattamento bocciardato a taglio regolare e di medie dimensioni. Il materiale è legato al luogo. Si tratta di una pietra locale. La scelta fatta per la piazza ricade nell’uso di due materiali lapidei usati in alcuni punti strategici del progetto. È stata fatta la scelta di utilizzare la pietra moltrasina, costituita da calcari e calcari marmosi neri, ben stratificati con sottili interstrati di marne e argilliti laminate. Localmente sono presenti anche liste e noduli di selce nera. Come riportato da fonti locali “La pietra di Moltrasio è stata ampiamente utilizzata nel Lario sud-occidentale fin dall’età romana come materiale da costruzione per abitazioni, edifici civili, militari e religiosi. Ne sono testimonianza i resti di pavimentazione e la cinta muraria di età Cesariana nella città di Como, le basiliche romaniche di S. Fedele e Sant’ Abbondio e il Duomo di Como nel periodo 1482-1485.”  L’uso puntuale e non diffuso di questo materiale, abbinato al porfido, consente di evidenziare la geometria progettuale contenendo i costi.

Questa pavimentazione è stata scelta per vari motivi. È una superficie antisdrucciolo, indeformabile sotto carico e omogenea. È un materiale che acquisisce nel tempo una patina naturale senza la necessità di una fastidiosa e costosa manutenzione. Inoltre questa pavimentazione consente di dare omogeneità all’insieme. Accorgimenti particolari sono stati adottati per la creazione di una “maglia strutturalmente flessibile”. Capace di limitare o, se possibile,  evitare le fessurazioni, in uno spazio destinato comunque anche al transito delle automobili. L’uso di una resinatura consentirà di fissare il porfido e la pietra di Moltrasio evitandone il distacco a seguito del costante transito dei veicoli. Il progetto cerca inoltre di sviluppare una strategia del colore. Si vuole dare un’immediata percezione visuale: i colori del nuovo sistema paesaggistico-architettonico della piazza sono in dialogo con i colori del paesaggio, dei monti sullo sfondo, dei suoi boschi, della sua pietra, degli elementi naturali cangianti quali la neve bianca, del porfido e degli edifici esistenti. Dominano il verde, il grigio e il nero, il bianco e il color magenta-grigio del porfido. L’intento del progetto è stato quello di far percepire sia tridimensionalmente che bidimensionalmente questa intonazione di colori, questa immedesimazione visiva, questa ricerca di analogie cromatiche alla vista tra la piazza da una parte e il sistema paesaggistico esistente dall’altra.

In alcuni punti della pavimentazione è previsto l’inserimento di LiTraCon, ovvero di un materiale da costruzione in cemento traslucido. Il nome è l’abbreviazione di cemento che trasmette luce. Il materiale è composto dal 96% di cemento e dal 4%, in peso, di fibre ottiche. Si tratta di blocchetti di calcestruzzo prefabbricati disponibili in diverse dimensioni. È sicuramente un materiale costoso se usato diffusamente o abbondantemente. Per tal motivo il progetto prevede un uso puntuale e centellinato di tale calcestruzzo. Il vantaggio nell’uso di tale prodotto è dato dal grado di luminosità che riesce a emettere durante le ore notturne.

Tra i materiali esistenti si è cercato di dare, laddove possibile e indicato, il più ampio spazio possibile a parti di prato, giardino o aiuole fiorite per dare vivacità e colore al contesto oltre che per mitigare eccessivi rischi di formazione di “isole di calore”. Il “verde verticale”, ovvero le nuove alberature previste, servirà a completare il disegno di questa nuova scena teatrale nel punto centrale di Suello. I muri delle rampe coadiuvati dalle gradinate e, soprattutto, dall’impianto di quattro cipressi sul lato sud della piazza centrale contribuiranno a formare un sistema paesaggistico unitario, una sorta di quinta teatrale, visibile nella sezione paesaggistica di tavola 3.