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Piazza Lova – 1° classificato

Piazza Lova di Campagna Lupia

YEAR

2023

LOCATION

Lova di Campagna Lupia (VE)

CATEGORY

Piazza Concorso realizzato

ARCHITECT

Massimiliano Chinello

GROUP OF DESIGN ARCHITECTS

Massimiliano Chinello, Luigi Marcato, Matteo Milani

  • YEAR : 2023
  • LOCATION : Lova di Campagna Lupia (VE)
  • CATEGORY : Piazza Concorso realizzato
  • ARCHITECT : Massimiliano Chinello
  • VISUALIZATION :
  • GROUP OF DESIGN ARCHITECTS : Massimiliano Chinello, Luigi Marcato, Matteo Milani
  • STRUTTURE :
  • SICUREZZA :

LETTURA URBANISTICO-PAESAGGISTICA DELL’AREA E PROGETTO
Il progetto della nuova piazza è stato pensato come un unicum col paesaggio lagunare. Da una lettura urbanistico-paesaggistica sono stati individuati quattro riferimenti. Gli argini, elementi di contenimento idraulico, sono protezioni dall’acqua che sono stati reinterpretati progettualmente come protezione per l’uomo, il pedone, che fruisce della piazza. L’argine serve a: dividere i traffici veicolari da quelli pedonali; filtrare o mascherare le automobili; creare un bordo ad una piazza atipica perchè il concetto di piazza nasce quasi sempre da un vuoto su un tessuto urbano pieno. Qui invece, come stato di fatto, prevale il vuoto. Quindi si tratta di perimetrare, definire geometricamente, un vuoto all’interno di un altro vuoto.
Il secondo elemento caratterizzante del paesaggio nel comune di Campagna Lupia è il canneto. L’intento è stato di fare diventare il canneto “parte strutturante” della piazza così come dovrebbe esserlo l’argine. Esso diventa: paletto divisore tra strada e marciapiedi; lampione per l’illuminazione; righiera metallica anticaduta; palo di sostegno di pannelli fotovoltaici; installazione artistica che unisce la bellezza estetica dell’esile canna palustre al suono da essa prodotta. Infine il canneto viene riprodotto mediante alcune esili piante di bamboo a suddivisione tra parcheggio e piazza.
L’attuale chiesa di Lova può considerarsi l’unica vera emergenza architettonica presente nell’area di progetto considerando anche le sue immediate vicinanze. La chiesa risente però di una eccessiva prossimità alla strada senza avere attualmente adeguato spazio esterno di pertinenza. Il sagrato dell’edificio religioso non è attualmente ben definito. La volontà è di creare una relazione forte con la parte ad est dove sorgerà la nuova “Piazza della Laguna”. Questo significa spostare l’attenzione sul fianco laterale della chiesa e dare molta più importanza all’accesso da est. La valle è un paesaggio magico dove dominano incontrastati: leggerezza, fragilità e vuoto. Leggeri sono gli uccelli che vivono e popolano questi territori. Sono esseri in equilibrio tra terra, acqua e aria. Si tratta di varietà animali abituate a vivere su un ambiente fragile dove il concetto di terraferma è labile, perchè li la terra non è ferma. Acqua e terra lottano tra loro tra erosioni e ripascimenti. Questa fragilità è un carattere che contraddistingue l’atmosfera lagunare. La laguna è magica anche per il fatto di essere per la maggior parte spazio aperto e vuoto. Vuoto non significa spazio apatico, ma del silenzio e della riflessione, del fruscio dei canneti. L’intervento dialoga con questi tre elementi e non vuole creare volumi impattanti, pesanti e fuoriluogo. Si vuole costruire un paesaggio per analogia visiva con quello che si vede intorno senza comunque rinunciare a dare una geometria al luogo.

INTERVENTI PREVISTI NELLE AREE DI PROGETTO E LIMITROFE
Per ridefinire la piazza e il suo l’intorno è stato pensato un intervento che:
• divida chiaramente la parte destinata ai pedoni dalla parte a parcheggio, dando prevalenza spaziale alla prima. I bordi arginati definiscono il perimetro della piazza, la quale è comunque permeabile sia visivamente che fisicamente mediante passaggi pedonali localizzati strategicamente in asse con l’ingresso laterale della chiesa da est e in alcuni punti specifici a sud e nord, ritessendo delle relazioni anche con gli ambiti privati adiacenti. Il piccolo parcheggio ricade solo parzialmente sul lotto limitrofo a sud e viene chiuso da una rampa che connette con il patronato e la scuola. Altri posti auto si possono recuperare nelle vicinanze della chiesa come indicato in planimetria;
• caratterizzi la piazza senza intervenire pesantemente. Le parti più impattanti sono bassi muretti di contenimento delle arginature in calcestruzzo armato lasciato a vista. Questo elemento ha funzione di contenimento, protezione e di inserimento organico dell’arredo urbano. Cestini e panchine sono comprese all’interno di questo bordo perimetrale interno. Tutte le altre parti in elevazione sono costituite da elementi puntuali paliformi che derivano dalla logica del “canneto strutturale”. Lampioni, paletti dissuasori, parapetti verso dislivelli sono tutti pali vuoti, in acciaio corten, di varia altezza, distribuiti omogeneamente sull’area;
• nasca dal luogo. I materiali si possono definire “a Km 0” perché il calcestruzzo architettonico che pavimenta la piazza è composto da inerti in ghiaia gettati in opera con lastre di grande formato. L’erba è anch’essa parte del paesaggio. Il porfido è il materiale nobile esistente sulla pavimentazione della chiesa che viene utilizzato puntualmente sulla nuova area di progetto. Infine i blocchetti di calcestruzzo autobloccante sono il materiale dei marciapiedi che vengono mantenuti. Nel piccolo parcheggio si usa lo stesso materiale ma di colore verde. Le pavimentazioni sono di tipo drenante così da evitare di creare un’impermeabilizzazione all’acqua impattante;
• definisca chiaramente il sistema dei flussi distinguendo tra veicoli, veicoli di soccorso, biciclette e pedoni evitando di creare situazioni di scarsa chiarezza e conseguente pericolosità. Per limitare i pericoli derivanti dal traffico veicolare si propone di installare su via della Laguna, dall’intersezione della via laterale alla chiesa fino all’incrocio, dei dissuasori a banda sonora effetto acustico poiché poco impattanti (piuttosto bassi) ed estremamente efficaci. Un ripasso della segnaletica consentirebbe infine di completare la suddivisione tra la strada provinciale e le due comunali di intersezione. Si propone l’istituzione di un senso unico sull’ultimo tratto di strada compreso tra patronato e campetto di gioco a sud;
• ricordi la memoria del luogo. L’intervento dapprima cerca di rendere centrale l’unica vera emergenza architettonica costituita dalla Chiesa di Santa Giustina dandole il giusto sagrato laterale, quindi ricorda la storia del luogo. Un pannello a fianco dell’ingresso, fungendo da totem, ovvero da custode della piazza e della memoria locale, è stato pensato per spiegare la morfogenesi delle valli e per dare informazioni sul contesto di grande rilevanza naturalistica;
• cerchi di lasciare sensazioni percettive mediante un’installazione artistica. Il canneto riprodotto in corten a fianco della chiesa ha piccole fessure sui tubi cavi che consentono di sentire il fruscio dei canneti quando il vento entra in tali cavità.